Le discussioni hanno coinvolto i portatori di interessi pertinenti, quali i firmatari del codice di buone pratiche sulla disinformazione (piattaforme online, associazioni di categoria che rappresentano l'industria pubblicitaria e inserzionisti), ricercatori accademici, verificatori di fatti, il gruppo dei regolatori europei per i servizi di media audiovisivi (ERGA), l'Osservatorio europeo dei media digitali (EDMO) e le organizzazioni della società civile.
Nel corso delle riunioni le parti interessate hanno discusso quali settori del codice dovrebbero essere rafforzati e in che modo gli orientamenti potrebbero contribuire a tal fine, con l'obiettivo di trasformare il codice in uno strumento più solido basato su impegni chiari e soggetto a un adeguato meccanismo di controllo. Gli orientamenti istituiranno inoltre un ponte con la legge sui servizi digitali e la futura legislazione sui contenuti politici sponsorizzati. Il codice dovrebbe evolvere verso uno strumento di coregolamentazione nell'ambito della legge sui servizi digitali, che per le piattaforme online di dimensioni molto grandi comporta obblighi giuridicamente vincolanti in materia di valutazione e mitigazione dei rischi.
La discussione si è incentrata sulle questioni identificate nel piano d'azione europeo per la democrazia, sulla valutazione del codice di condotta sulla disinformazione e sulle esperienze tratte dal funzionamento del codice in relazione alla disinformazione in materia di COVID-19:
- rafforzare l'integrità dei servizi online,
- responsabilizzare i consumatori,
- limitare la monetizzazione della disinformazione
- garantire l'accesso ai dati a fini di ricerca
- rafforzare la cooperazione aperta e non discriminatoria tra piattaforme, ricercatori accademici e verificatori dei fatti.
Anche la concezione e l'attuazione di un solido monitoraggio del codice basato su chiari indicatori chiave di prestazione è stato un settore chiave delle discussioni.
La sintesi dettagliata delle riunioni fornisce una panoramica degli argomenti discussi e delle opinioni espresse dalle parti interessate nel corso delle riunioni.